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Introduzione


Con queste poche pagine ci impegniamo a diffondere in modo chiaro e comprensibile, senza troppi tecnicismi, quanto è opportuno sapere per tutelarsi dal rischio di inalazione di fibre di amianto e per poter rispettare gli adempimenti normativi previsti e posti in capo a colui che si identifica come proprietario del materiale contenente amianto.


 

Obbligo di: censimento - gestione - bonifica


Censimento (da eseguirsi obbligatoriamente entro il 31 Gennaio 2013): 
si tratta semplicemente di informare gli enti territoriali in merito alla presenza di materiali contenenti amianto. L'obbligo è in capo al proprietario e non consiste in una autodenuncia, ma è un atto consapevole per permettere agli enti territoriali di poter censire e monitorare un pericoloso cancerogeno sul territorio e conseguentemente tutelare la salute pubblica. La mancata comunicazione espone ilproprietario, ai sensi della LR 14-2012, art. 5 ad una sanzione amministrativa.

Gestione: la gestione prevede il conferimento ad una persona esperta (di norma un tecnico con la corretta formazione) dell'incarico di gestire il manufatto in modo tale che non sia pregiudizievole nei confronti della salute privata e pubblica e nei confronti dell'ambiente. Il Responsabile della Gestione dovrà verificare periodicamente lo "stato di salute" del manufatto e prescrivere la tempistica di intervento e la metodologia più adeguata in funzione delle necessità del proprietario del manufatto e altre considerazioni tecniche e normative.

Bonifica: in riferimento al Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) di cui alla Legge Regionale n°17 del 29 Settembre 2003 e deliberato in data 22 Dicembre 2005, in Lombardia vige l'obbligo di bonifica dei materiali contenti amianto entro e non oltre 10 anni dalla pubblicazione del PRAL sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL). La pubblicazione del PRAL sul BURL è avvenuta in data 17 Gennaio 2006 e, pertanto, la bonifica dovrà essere eseguita entro il 16 Gennaio 2016. Per bonifica si intendono diverse procedure che impediscono la dispersione delle fibre di amianto nell'ambiente dopo che le stesse si siano distaccate dal manufatto e conseguentemente si siano rese disponibili all'inalazione.


 

ZERO Amianto in Lombardia - 2020


La Lombardia, con 3 milioni di metri cubi di amianto ancora da smaltire, un significativo aumento di morti e di malattie correlate, territori, siti, abitazioni, strutture pubbliche e private da bonificare, è la regione con la più cospicua presenza della fibra letale, e molte sono state in questi anni le iniziative sindacali, dei vari comitati sorti nei luoghi del lavoro e sul territorio, delle istituzioni, in termini legislativi e normativi, in difesa della salute dei lavoratori e dell’ambiente.
Proprio per le caratteristiche allarmanti che il fenomeno assume nel nostro territorio regionale, si è costituito il Co.P.A.L., Comitato prevenzione Amianto Lombardia. il Comitato si prefigge, anche in sinergia con altri soggetti, di raggiungere l’obiettivo, entro un tempo programmato di pochi anni (il 2020), di eliminare tutto l’amianto dall’ambiente di vita e di lavoro sul territorio regionale e dagli edifici civili ed industriali (obiettivo: amianto zero).
Una particolare preoccupazione è giustificata anche dall’attuale contesto socioeconomico e dalla prospettiva che la morsa della crisi non sia in procinto di allentarsi: non è eludibile il problema dei costi e della sostenibilità delle bonifiche per i soggetti pubblici e privati. In tal senso è necessario individuare sgravi economici che non incidano sulle misure di sicurezza, per prevenire inevitabili rimozioni abusive ed abbandono di materiali contaminati che aggiungerebbero nuove esposizioni di difficile gestione. In ragione di ciò, affermare il principio “chi inquina paga”, significa gettare le basi per una nuova deterrenza e per
ipotizzare, seppure nella condizione di danno, la disponibilità di risorse finanziarie da destinare alla filiera della prevenzione amianto.